Curare le piante grasse è considerato semplicissimo, eppure ci sono degli errori che non devi mai commettere e dei miti da sfatare…

“Prenditi delle belle piante grasse, che non devi fare…”. Una frase che ho sentito ripetere più volte. Un consiglio come un altro, rivolto spesso a persone non dotate del classico pollice verde o comunque alle prime armi per quanto riguarda la cura delle piante.

Piante grasse: i miti da sfatare

Ma è davvero così? Evidentemente no. Anche le piante grasse succulente hanno bisogno di cura e attenzione. Certamente si possono considerare meno delicate rispetto ad altre specie, ma non basta comprarle ed esporle su un mobile per offrire a cactus, euforbie o agave una vita lunga e una crescita sana e rigogliosa.

Iniziamo col dire che le piante che normalmente definiamo cactus possono comprendere oltre 100 diverse varietà di generi e migliaia di specie diverse (circa 3000!). Quindi, non tutte le piante grasse ricoperte di spine sono cactacee.

Forse non tutti sanno che I cactus fanno parte della famiglia delle Caryophyllales, al pari di altre piante “insospettabili” come spinaci, barbabietole, i garofani o la buganvillea.

La maggior parte delle piante grasse sono originarie dell’Africa e dell’America latina e quindi provengono da zone aride (talvolta persino desertiche) e sono quindi adatte anche ai climi più ostili. Ma attenzione, sebbene si trovino perfettamente a loro agio in ogni tipo di clima caldo, da quelli più secchi a quelli più umidi, è fondamentale che non si verifichi assenza totale di piogge che impedirebbe loro di realizzare un minimo di riserva idrica.

Insomma: senza acqua, neppure le piante grasse più versatili e resistenti sopravvivono. Sfatato il mito secondo cui le piante succulenti non hanno bisogno di acqua, ci sono altre particolarità che è bene conoscere come ad esempio quella relativa alle gelate.

Ci sono quelle che “amano” il freddo

Sembra incredibile, eppure ci sono piante grasse che possono sopravvivere anche a zero gradi, sopportando brevi gelate. È il caso di alcune sempreverdi che, in periodi invernali come quello che stiamo attraversando proprio adesso, non sono solo resistenti al freddo ma anche all’umidità atmosferica.

La maggior parte delle persone le utilizza come piante ornamentali e quindi le tiene in casa, riparate dalle temperature più rigide, ma è bene sapere che ci sono piante grasse da esterno che possono vivere anche sotto gli zero gradi (alcune perfino a -10/12 gradi centigradi) e si possono quindi tenere in balcone o giardino tutto l’anno.

Tra le piante grasse più resistenti al freddo ci sono, tra le altre:

 

  • Agave americana
  • Aloe brevifolia
  • Sedum
  • Sempervivum

Per tutte queste è comunque consigliato un riparo dalle piogge come una tettoia o una veranda. Ad ogni modo, attenzione sempre alle innaffiature, perché troppa acqua potrebbe portarle a marcire rapidamente in quanto causa di eccessiva saturazione dei tessuti.

Anche per questo motivo si è diffuso il mito (errato) che non vadano mai annaffiate.

Ma come ci si può regolare per una corretta irrigazione della pianta?

Beh, trattandosi come abbiamo visto di piante particolarmente versatili e resistenti, il metodo più comodo è quello d tastare con mano il terreno e guardando la pianta stessa che ci darà importanti segnali sulla sua necessità o meno di un po’ d’acqua.

In linea di massima, anche se è meglio non generalizzare ma documentarsi sulle esigenze specifiche della singola pianta grassa, è meglio annaffiarle abbondantemente poche volte piuttosto che dar loro poca acqua ma di frequente. Le foglie delle piante grasse sono dei serbatoi che contengono le riserve idriche, ma allo stesso queste non sono in grado di espellere dell’acqua in eccesso.

Il terriccio ideale

Per evitare rischi è importante il ruolo del terriccio. Il fatto che nella maggior parte dei casi si tratti di piante resistenti fa pensare che il terreno non sia poi così importante per la coltivazione delle cactacee.

Errore.

Perché proprio l’incapacità di smaltire l’acqua in eccesso rende essenziale un terriccio non troppo umido e con un buon drenaggio.

È ovvio che ricreare le stesse condizioni climatiche e ambientali di America latina o Africa qui in Italia sia difficile se non impossibile. Ecco quindi che per prendersi cura delle nostre cactacee ci vuole un terriccio che mantenga le radici della pianta abbastanza asciutte, ma senza farle mancare le sostanze nutritive di cui ha bisogno.

Bisogna quindi preferire un terriccio sciolto con una elevata percentuale di sabbia (o aggiungerla al proprio terriccio) per il suo elevato potere drenante. Insomma, meglio usare un terriccio specifico o coadiuvare quello universale con qualche piccolo accorgimento.

Meglio ancora, per garantire alle nostre piante grasse le condizioni ideali di nutrizione e vigoria, è importante l’utilizzo di un fertilizzante naturale come l’humus di lombrico che può essere miscelato con il terriccio specifico.

Saranno anche resistenti e versatili, ma se vuoi che le tue piante grasse siano anche belle e con una lunga vita davanti, non dimenticartele sui mobili o sul balcone, ma curale nel migliore dei modi seguendo questi pochi, semplici consigli.