Sospesi in aria come per incanto, i Kokedama non sono altro che piccole piante alloggiate in una sfera di terriccio fertile e avvolte nel muschio.

A vederle sembrano meravigliose sculture fluttuanti difficilmente realizzabili, in realtà ci vuole poco per riprodurre un Kokedama, basta seguire pochi semplici consigli.

Il Kokedama è un insieme di pochi elementi, assolutamente tutti naturali, per ricreare un intero ecosistema in una sfera non più grande delle nostre mani.

Una creazione verde semplicemente perfetta, anche per chi non possiede ampi spazi e desidera creare qualcosa di veramente originale!

È indiscutibile: l’effetto ornamentale e decorativo di un Kokedama in casa è davvero strepitoso.

 

I Kokedama sono piccole sfere fiorite sospese in aria da fili di nylon, talmente sottili da sembrare invisibili, in grado di regalare un fascino particolare a qualunque ambiente della nostra casa.

 

La caratteristica essenziale del Kokedama, motivo principale del suo fascino, è l’assenza del vaso e di qualunque altro supporto rigido.

Una volta realizzato, infatti, il nostro Kokedama potrà essere poggiato su un vassoio o appeso alle pareti, in modo da creare l’effetto di un suggestivo e originale giardino sospeso in aria.

L’intensità scenografica di queste composizioni floreali ha influenzato artisti e designer in tutto il mondo.

Un artista in particolare è diventato famoso per aver fatto di questa tecnica il proprio lavoro: parliamo di Fedor Van der Valk, che con i suoi String Gardens ha affascinato il mondo intero.

Gli String Gardens di Fedor van der Valk, letteralmente giardini appesi, sono stati presentati per la prima volta alla Biennale di Arnhem nel 2009 e da quel momento il loro successo è stato semplicemente straordinario.

Possiamo ammirare le sue meravigliose creazioni nel suo profilo Instagram. Per lo scorso Natale Fedor ha creato dei Kokedama con minuscoli abeti illuminati, dando vita ad angoli di straordinaria suggestione.

In tutto il mondo si parla dei Kokedama, ma come sono nati?

 

IL KOKEDAMA È UNA TECNICA ANTICA

Come suggerisce il nome Kokedama è una parola giapponese che significa appunto “perla di muschio”.

Un’antica leggenda narra di un contadino giapponese che aveva una grande passione per la cura delle piante.

Il contadino viveva in condizioni di estrema povertà, eppure curava ed amava il suo piccolo giardino con le poche risorse che aveva a disposizione.

Una primavera, non potendo permettersi di comprare dei veri vasi di coccio per trapiantare le sue piantine, le avvolse in sfere di terra fertile e drenante. Per contenere le radici ed impedire che la terra si staccasse le ricoprì di muschio e creò così il primo Kokedama della storia.

 

KOKEDAMA: QUALI PIANTE SCEGLIERE?

La cosa più importante affinché il nostro Kokedama sia un successo è la scelta della pianta.

Soprattutto se siamo al primo tentativo, dobbiamo fare attenzione a scegliere piante di piccola taglia, che successivamente non crescano molto. Via libera dunque alle piante da interno con un apparato radicale poco sviluppato, meglio ancora se a portamento ricadente.

Se decidiamo di ospitare il nostro Kokedama in una ciotola, sarà più facile prendercene cura. Più arduo sarà il compito per chi vorrà cimentarsi nel Kokedama sospeso: qualunque sia la pianta scelta, dovrà adattarsi all’assenza di punti di appoggio e cercare di svilupparsi al meglio pur restando sospesa in aria.

Con questa tecnica possiamo coltivare piante annuali o perenni, possiamo provare con piccoli arbusti o alberelli. Anche alcuni tipi di orchidea possono diventare dei meravigliosi Kokedama, le succulente, le bulbifere o i piccoli cactus ci daranno grandi soddisfazioni. Via libera a Pothos, Tradescantia, felci, edera o utilissime erbe aromatiche come il timo strisciante, l’incenso, il rosmarino prostrato, l’origano cubano, ma anche il peperoncino, il basilico, il prezzemolo e tante altre.

I più esperti potranno cimentarsi con le rose rampicanti o con gli alberi da frutto e raccogliere, dopo tanto impegno, il loro piccolo raccolto.

Di cosa abbiamo bisogno per realizzare il nostro Kokedama?

 

KOKEDAMA: QUALI MATERIALI

Se la scelta della tipologia di pianta è fondamentale, altrettanto lo è la scelta dei materiali che useremo.

Un buon Kokedama richiede pochi elementi, ma devono essere tutti di ottima qualità.

Per comporre la nostra sfera useremo una miscela di terricci argillosi, in grado di mantenere l’umidità che altrimenti, date le piccole dimensioni, svanirebbe in fretta.

Il composto tradizionalmente utilizzato per i Kokedama è formato da Akadama (un tipo di terriccio acido e drenante) e Ketotsuchi (un’argilla paludosa molto scura e dall’aspetto fangoso).

In mancanza di questi, un’ottima soluzione può essere quella di creare un substrato che abbia le stesse caratteristiche, composto da un buon terriccio universale e con l’apporto fondamentale dell’Humus di Lombrico.

Per creare la palla di terriccio che utilizzeremo per il nostro Kokedama abbiamo bisogno di pochi materiali e tutti facilmente reperibili nei Garden Center e nei vivai specializzati.

Pomice, un materiale di origine vulcanica in grado di assorbire acqua e rilasciarla lentamente, Humus di Lombrico di La Terra di Gaia, terriccio universale e la zeolite una polvere minerale in grado di aumentare la ritenzione idrica del substrato.

Avremo bisogno inoltre di muschio naturale o disidratato di tipo artificiale, un pezzo di tessuto non-tessuto, filo di cotone o di nylon, forbici e un paio di contenitori in plastica per mescolare gli ingredienti.

 

PER CREARE UN KOKEDAMA NON SERVE IL POLLICE VERDE!

Facendo riferimento ai suggerimenti di Francesca Vernile, Garden Designer e grande appassionata di Kokedama, ecco 5 semplici passaggi per realizzare in poco tempo un fantastico Kokedama.

Assicuriamoci di avere un piano di appoggio che possiamo sporcare senza troppi timori.

  1. Inumidiamo il muschio mettendolo a bagno in un contenitore o usando uno spruzzino. Rimuoviamo dal vaso la pianta che abbiamo scelto facendo attenzione alle radici e togliamo il terriccio in eccesso.
  2. Andiamo a mescolare il terriccio con il resto delle polveri.
  3. Stendiamo sul tavolo il nostro foglio di muschio ben inumidito, appoggiamo sopra il tessuto e versiamo l’impasto di terricci. Spruzziamo sempre con abbondante acqua.
  4. Posizioniamo al centro la piantina e con molta delicatezza iniziamo ad avvolgere le radici con il foglio di tessuto. Dopo aver chiuso il tessuto avvolgiamo la palla con il foglio di muschio.
  5. Chiudiamo la nostra palla di muschio dandogli la forma più armoniosa possibile utilizzando il filo per tenere ben salda e stretta la composizione.

Il nostro Kokedama è pronto per essere poggiato su un vassoio.

Se invece vogliamo ricreare l’idea del giardino sospeso, faremo passare il filo al centro della palla, e legandolo al soffitto.

La nostra scultura fluttuante è pronta!

 

COME MANTENERE IL KOKEDAMA

Nonostante possa sembrare piuttosto complicato, la manutenzione del Kokedama è molto semplice. Quando il terriccio è asciutto e leggero basterà immergere la sfera di muschio in un contenitore con acqua a temperatura ambiente.

Il Kokedama avrà assorbito l’acqua necessaria quando le bollicine d’aria smetteranno di fuoriuscire dalla pallina di muschio.

Per rimuovere l’acqua in eccesso strizzeremo delicatamente il muschio tra le mani per ricompattare il terriccio all’interno. Il nostro Kokedama è pronto per essere riappeso. Durante l’estate è consigliabile nebulizzare spesso il muschio per evitare che il terriccio perda l’umidità troppo in fretta.

Una volta presa dimestichezza, il Kokedama sarà una tecnica in grado di darci grandi soddisfazioni. In base ai nostri gusti e alla nostra sensibilità daremo vita a mille composizioni differenti, tutte egualmente affascinanti.

Un Kokedama elegantemente poggiato su un vassoio donerà un tocco orientale alla nostra tavola. Possiamo creare insiemi suggestivi in un angolo speciale del nostro salotto o arredare giardino e terrazzo con eleganza e creatività.

 

Vi aspettiamo a La Terra di Gaia per tante altre piccole curiosità.