Affascinanti e a tratti irresistibili, come curare le orchidee è a volte un vero dilemma. Fino a qualche anno fa erano considerate piante molto speciali, quasi rare, e la loro coltivazione era riservata a pochi eletti dal pollice verde.

In realtà curare le orchidee non è particolarmente complicato e basterà seguire alcune semplici indicazioni per avere una pianta che cresca rigogliosa.

Curare le orchidee è un’ossessione che dura da secoli: gli inglesi la definiscono “orchidelirium“, una malattia quasi nazionale, nata nell’età vittoriana e in verità mai superata. Una sorta di follia dei fiori, simile a quella degli olandesi per i tulipani. Basti pensare che nell’Ottocento non era insolito per un ricco collezionista inviare esploratori in quasi ogni parte del mondo alla ricerca di nuove varietà di orchidee.

Cosa rende le orchidee così speciali? La loro straordinaria bellezza, la complessità e l’incredibile diversità dei fiori non hanno eguali nel mondo vegetale.

Le orchidee appartengono ad un’unica grande famiglia botanica, quella delle Orchidaceae. Una famiglia che comprende un elevato numero di specie sia spontanee che coltivate, il che rende la loro classificazione estremamente complessa.

 

Ci sono 30.000 specie conosciute, e 200.000 ibridi creati dall’uomo, il fatto è che in giro per il mondo se ne possono sempre trovare di nuove, ancora ignote, e per questo di incommensurabile valore.

Nella nostra penisola le orchidee sono diffuse un po’ ovunque, distribuite nelle zone umide sia di montagna che in prossimità delle coste. Abbiamo circa 85 specie che nascono spontanee, molte delle quali estremamente rare e in via di estinzione e come tali protette dalla raccolta indiscriminata.

Con una tale infinità di esemplari non resta che scoprire quale fa per voi e decidere insieme come curare le orchidee anche se il vostro pollice non è poi così verde.

 

Come curare le orchidee? Prima di tutto scegliendo con cura

È possibile scegliere la giusta specie e imparare come curare le orchidee anche in un ambiente domestico.

Alcune varietà sono più semplici da coltivare in casa, come l’orchidea Falena, conosciuta anche come Phalaenopsis, dai lunghi steli ricolmi di fiori. Se trattata con cura e attenzione, questa orchidea sarà lieta di ricompensarvi con splendide fioriture per gli anni a venire.

Il Dendrobium, un’orchidea dai lunghi steli ed eleganti fiori bianchi o lavanda ed il Cymbidium, un tipo di orchidea più resistente, anche alle gelate di lieve entità, che è quindi la specie più adatta ad essere coltivata in giardino o in terrazzo.

Anche la Cambria o la Miltonia sono specie che vi daranno grandi soddisfazioni. L’Oncidium, o orchidea ballerina, vi stupirà con fiori gialli e rossi ma ne esistono anche in toni del bianco, rosa o lavanda.

Questa orchidea a differenza di molte altre ha una fioritura che si verifica durante tutto l’anno. Con un po’ di attenzione e di cure si potrà ottenere più di una fioritura all’anno.

 

Come curare le orchidee? Piccoli trucchi da veri Orchidofili!

Non sempre siamo noi a scegliere la nostra orchidea, a volte è lei a scegliere noi!

Che sia un regalo, o il frutto di un colpo di fulmine (complice quella vetrina del fioraio davvero irresistibile) non sempre possiamo scegliere l’orchidea di cui prenderci cura.
E … a meno che non si abbia a che fare con la rara orchidea fantasma (Polyradicion lindenii), meraviglioso esemplare che deve il suo nome alla forma del suo fiore, curare le orchidee non sarà impossibile.

 

Come curare le orchidee con la luce?

Il sogno di ogni appassionato di orchidee è vederle fiorire sul davanzale della finestra. Prima di cimentarsi nella coltivazione in vaso è bene sapere che se la nostra finestra è esposta a nord è meglio cambiare idea: l’orchidea ha bisogno di luce!

Il luogo scelto dovrà essere molto luminoso ma la luce del sole non dovrà mai essere diretta, soprattutto nelle ore più calde della giornata, altrimenti rischieremo di bruciare la nostra pianta.

 

Come curare le orchidee curando il substrato.

In natura le orchidee sono per la maggior parte epifite, vuol dire che non hanno le radici ben piantate nel terreno ma tra le rocce, nei punti in cui trovano materiale in decomposizione, o tra le intersezioni dei rami degli alberi.

Pertanto, la scelta del substrato in cui piantare le orchidee è fondamentale. Ricordiamo che non tutti i terricci sono uguali. Il substrato deve essere molto leggero, areato e drenante. Una buona composizione dovrebbe comprendere la fibra di osmunda e la torba bionda, oppure altri materiali organici come cortecce di abete, fibra di cocco e una piccola dose di humus di lombrico.

Quindi, curare le orchidee vuol dire soprattutto fare attenzione a non asfissiare le radici, le quali dovranno avere lo spazio necessario ad espandersi e trovare il nutrimento di cui hanno bisogno.

 

Come curare le orchidee con la concimazione?

La concimazione è fondamentale per le tutte le piante ed in particolare per le orchidee, che sono molto esigenti.

Infatti, i concimi da utilizzare per le orchidee devono essere ricchi dei macroelementi quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e vanno somministrati in forma liquida, utilizzando concimi idrosolubili.

Durante la ripresa vegetativa si somministra un concime con una maggiore quantità di azoto (N), ad esempio un 30:10:10; mentre per ottenere una maggiore fioritura si prediligono concimi con un maggior contenuto di fosforo e di potassio (10:30:20).
Negli altri periodi si usa la formula bilanciata 20:20:20.

La concimazione delle orchidee si può effettuare per via radicale e per via fogliare. Quella per via radicale è preferibile, in quanto le radici riescono ad assorbire molti più elementi al confronto con le foglie.

 

Come curare le orchidee con la giusta quantità di acqua.

Le piante epifite adorano essere bagnate in abbondanza, però è importante che asciughino in fretta. Il metodo migliore per annaffiare le orchidee è quello di immergere il vaso in una bacinella per qualche minuto, facendo attenzione che l’acqua non superi il bordo del vaso.

Il mattino è il momento migliore per annaffiare, in questo modo daremo il tempo alla nostra orchidea di far evaporare l’acqua prima di notte, dove le temperature più basse possono portare al marciume.

In caso di temperature calde o del riscaldamento in funzione, è opportuno vaporizzare acqua sulle foglie più volte al giorno, soprattutto sulla base inferiore delle foglie.

Di fondamentale importanza ricordare che non va mai lasciata acqua nel sottovaso: la nostra orchidea odia i ristagni d’acqua!

 

Come curare le orchidee? Cambiando casa se serve

Se le radici della nostra orchidea iniziano a fuoriuscire e il contenitore diventa troppo piccolo, è il caso di valutare il rinvaso della nostra pianta. Si consiglia comunque di procedere al rinvaso dopo la fioritura, all’inizio della nuova stagione vegetativa, quando iniziano a comparire le prime radici. Nel caso in cui il substrato mostri segni di deterioramento il rinvaso andrà effettuato prima possibile.

La scelta di una nuova dimora andrà fatta con cura, il nuovo vaso dovrà essere forato sul fondo e soprattutto trasparente perché molto spesso anche le radici delle orchidee sono deputate alla fotosintesi.

Le orchidee sono piante meravigliose, colorate ed eleganti, e non serve essere esperti orchidofili per ricavare fioriture copiose e spettacolari.

 

Vi aspettiamo a La Terra di Gaia per scoprire non solo come curare le orchidee ma tanti altri modi per riscoprire il piacere di vivere la natura.