C’è qualcosa di evocativo nella parola spezie che ci trasporta immediatamente in luoghi lontani, pieni di sole e profumi selvatici. Eppure coltivare lo Zafferano non è affatto complicato e nemmeno costoso come si potrebbe pensare!

Lo Zafferano (Crocus Sativus) è una pianta erbacea perenne dalle foglie talmente sottili da sembrare fili d’erba. Appartiene alla famiglia delle Iridacee e viene coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo, Iran, India e anche oltre oceano. La pianta di Zafferano è costituita da un bulbo compatto, di forma circolare, dal quale si sviluppano le foglie e successivamente i fiori.

I fiori di questa pianta, oltre che preziosi, sono davvero bellissimi, di un intenso color lilla con striature violacee. La fioritura dello Zafferano avviene in autunno ed è particolarmente abbondante dopo le estati più calde. Ogni fiore si presenta con tre stami, o stimmi, e si schiude ai raggi del sole, mentre nelle giornate piovose o la notte si serra a proteggere l’interno dal freddo e dalla brina.

 

LE ORIGINI DELLO ZAFFERANO

La parola Zafferano deriva dalla parola araba zafarān e vuol dire “giallo”.

Le origini dello Zafferano sono lontane nel tempo e sparse in diversi luoghi della terra. Possiamo trovarne traccia in alcuni affreschi della Creta minoica e cenni sul suo uso persino nella Bibbia e nel Papiro egizio di Ebers. Probabilmente il suo primo utilizzo fu, come per quasi tutte le piante, come medicamento o più spesso usato, in epoca ancora più remota, per tingere i tessuti.

Tante sono le contraddizioni sullo Zafferano e in particolare sulle origini delle coltivazioni italiane. Molte città e paesi del sud Italia presentano nel nome particolari analogie con la parola Zafferano e sono legate in qualche modo a questa pianta. Il fiore venne introdotto in Italia da un monaco abruzzese, Padre Domenico Santucci, del Tribunale della Santa Inquisizione, che nel XIV secolo, di ritorno dalla Spagna, avviò con successo la coltivazione di questa spezia.

Dal Medioevo in poi la coltivazione dello Zafferano divenne altamente redditizia favorendone così la diffusione e il commercio in ogni parte d’Italia e del mondo. L’Abruzzo vanta un’antica e rinomata tradizione ed oggi, nella Piana di Navelli, viene coltivato lo Zafferano dell’Aquila DOP, reputato tra i migliori del mondo.

 

MILLE LEGGENDE ANTICHE

Lo Zafferano è una spezia antica e misteriosa e numerose sono le leggende sulle origini di questo bellissimo fiore. Nella mitologia greca si narra dell’amore del giovane Croco per la ninfa Similace. Gli dei, infuriati e profondamente contrari ad un amore tra un mortale ed una ninfa, decisero di trasformare il giovane Croco in un fiore bellissimo e prezioso. Non contenti, trasformarono la ninfa Similace in un arbusto, la Smilax Aspera, conosciuta in Italia come la Salsapariglia, una pianta dalle foglie a forma di cuore e bellissime bacche rosse.

Anche nella mitologia romana ritroviamo il giovane Croco, grande amico del dio Mercurio. La leggenda narra che un giorno Mercurio, mentre si allenava con il suo disco, colpì a morte l’amico del cuore. Mercurio, disperato e profondamente addolorato per la scomparsa di Crocus, fece tingere con il suo sangue il fiore più bello, affinché gli uomini lo ricordassero per sempre.

Tante le leggende che vedono lo Zafferano protagonista. Si narra ad esempio che Cleopatra usasse questa spezia come crema di bellezza e che Alessandro Magno usasse lo Zafferano per mantenere il colore biondo arancio dei suoi capelli. Uno shampoo quantomeno esclusivo se si pensa che all’epoca lo Zafferano era più prezioso dell’oro e più raro persino dei diamanti! Lo guardiamo, è vero, con una certa diffidenza: pochi grammi ad un prezzo da grande gioielleria. Ma perché?

 

PERCHÉ LO ZAFFERANO È COSÌ COSTOSO?

Viene definito oro rosso e in effetti per un solo grammo di pistilli di Zafferano il prezzo può variare dai 35 fino ai 60 Euro, più o meno la stessa quotazione dell’oro. Vediamo insieme come mai questa spezia è particolarmente costosa. Ogni fiore produce soltanto tre stimmi di Zafferano e la pianta fiorisce solo per una settimana ogni anno. La raccolta e l’essiccazione degli stimmi richiedono cure minuziose.

Lo Zafferano va raccolto a mano, con estrema delicatezza, nel mese di ottobre. La raccolta va fatta al mattino presto, quando i fiori sono ancora chiusi, al fine di proteggere gli stimmi delicati che si trovano all’interno. Per avere un’idea di quanto sia prezioso, basti pensare che per ottenere un chilogrammo di Zafferano occorre raccogliere più di 150.000 fiori.

 

COME COLTIVARE LO ZAFFERANO?

Pur essendo talmente preziosa da sembrarci irraggiungibile, la sua coltivazione in orto o in terrazzo è possibile tenendo presente alcuni aspetti. Lo Zafferano ha bisogno di un sito in pieno sole o leggera ombra, necessita di un terreno ben drenato e sufficientemente ricco di sostanza organica ma non va coltivato nello stesso terreno per due anni consecutivi. Non tutti i terricci sono uguali e la scelta della sostanza organica è fondamentale.

In tarda primavera, la prima cosa da fare sarà quella di preparare il terreno che dovrà ospitare il nuovo impianto arricchendolo con l’apporto di sostanza organica di qualità. Quale sostanza organica scegliere? L’Humus di Lombrico in questo caso è ideale perché ricco di sostanza organica e di tutti i nutrienti in forma bilanciata. Inoltre l’Humus di Lombrico di La Terra di Gaia è inodore e di facile utilizzo.

Per scoprire qualcosa di più sui concimi e su come usare l’Humus di Lombrico per la cura del vostro terreno, troverete nell’articolo i migliori fertilizzanti naturali una scheda dettagliata che potrà fare un po’ di chiarezza.

Lo zafferano viene propagato da bulbi chiamati cormi. Ogni bulbo principale formerà due o tre nuovi bulbi.

Se abbiamo già coltivato il nostro Zafferano nell’anno precedente, tra luglio ed agosto i nuovi bulbi verranno espiantati, puliti e selezionati scegliendo i più grandi prima di interrarli di nuovo in tarda estate, tra agosto e settembre.

Per la messa a dimora si possono realizzare delle aiuole leggermente rialzate sulle quali i bulbi sono disposti su quattro file e posizionati ad una profondità di 10 cm. La distanza tra le file è di 20 cm, sulla fila è di 2-3 cm. Questo è il sesto d’impianto utilizzato maggiormente nella coltivazione dello zafferano dell’Aquila DOP.

La pianta di Zafferano necessita di poca acqua e va annaffiata pochissimo.

Verso la fine del mese di ottobre, allo spuntare dei primi fiori possiamo iniziare la raccolta del nostro piccolo tesoro giallo. I fiori vanno raccolti a mano entro le dieci del mattino prima che si aprano completamente. L’operazione va eseguita con la massima delicatezza per evitare la rottura degli stimmi all’interno.

Una volta raccolti in cestini, i fiori saranno posizionati su un piano per effettuare l’estrazione dei tre preziosi stimmi di colore rosso carminio. Gli stimmi devono essere estratti dal fiore con estrema cura e posti ad essiccare su un setaccio vicino una fonte di calore moderato. Appena saranno essiccati potremo riporli in barattoli di vetro ed usarli nelle nostre preparazioni di alta cucina, aggiungendo un tocco speciale ai nostri piatti.

 

PROPRIETÀ E BENEFICI DELLO ZAFFERANO

Già nell’antichità lo Zafferano era conosciuto e utilizzato per le sue notevoli proprietà curative. Lo Zafferano è una spezia davvero singolare, è ricco di sali minerali come Potassio, Fosforo e Magnesio, ricco di vitamina C e folati. Queste caratteristiche lo rendono un elemento prezioso per curare diversi disturbi.

Lo Zafferano è un antidepressivo naturale, infatti molti dei principi attivi contenuti in questa spezia agiscono sul sistema nervoso, regolandone il tono. È il suo contenuto di safranale e crocina che rendono lo Zafferano così interessante, attribuendogli straordinarie doti terapeutiche. Queste due sostanze stimolano la produzione di dopamina e serotonina, neurotrasmettitori che stimolano il buon umore e l’attività.

È un prezioso alleato delle donne perché riduce i dolori e i fastidi della sindrome premestruale. Grazie al suo contenuto di antiossidanti lo Zafferano combatte i radicali liberi e potenzia la memoria, favorendo la capacità di apprendimento. In alcuni esperimenti lo Zafferano è risultato un ottimo rimedio per la tosse e un grande alleato per i disturbi gastrointestinali.

Alcuni studi recenti dimostrano l’efficacia di questa spezia nel migliorare la vista e proteggere la retina dalla degenerazione maculare. Lo Zafferano abruzzese in particolare è, al momento, oggetto di studio. È infatti tutto italiano il primato per la produzione di Zafferano in termini di qualità, valore e proprietà nutrizionali.

Vicino la città di L’Aquila infatti, viene coltivato lo Zafferano migliore al mondo. Nell’altopiano di Navelli questa pianta trova il suo clima ideale e un terreno ricco di minerali. Tanto da riuscire a produrre uno Zafferano talmente prezioso da aver ottenuto nel 2005, la Denominazione di Origine Protetta e la definizione di Zafferano di categoria superiore.

Dalle preziose doti di questa specifica tipologia di Zafferano infatti è nata la sperimentazione di una cura per la sindrome di Stargardt, la forma più comune di degenerazione maculare. Lo Zafferano è in grado di migliorare l’acuità visiva e la sensibilità degli occhi alla luce.

È un valido aiuto nel diminuire l’ansia e lo stress e nel regolare il sonno. Se l’insonnia diventa un problema lo Zafferano può essere d’aiuto, poiché agisce come un blando sedativo.

 

UNA TISANA RILASSANTE

Per favorire il sonno, la sera prima di andare a letto preparare una tisana allo zafferano è davvero molto semplice. Sarà sufficiente far bollire una tazza di acqua e stemperarvi alcuni pistilli di Zafferano. Questo infuso calmante, una volta filtrato e addolcito con poco miele, può essere impreziosito con alcune gocce di limone e una fettina di zenzero a piacere. Una spezia davvero straordinaria, non solo in cucina!

 

MA LO ZAFFERANO CHE SAPORE HA?

Descriverne il sapore è quasi impossibile: va semplicemente provato. Possiamo definire il suo profumo sottile e fragrante, ricorda vagamente l’odore del fieno. Ha un gusto misterioso, leggermente dolce ed elegante, difficile da descrivere con le parole ma assolutamente riconoscibile nella degustazione di qualsiasi piatto.  Vediamo insieme una tra le ricette più famose che vede come protagonista il nostro Zafferano.

 

UN RISOTTO DORATO

Il Risotto allo Zafferano è un piatto famoso in tutto il mondo ed è un vanto tutto italiano. Per 4 persone avremo bisogno di 350g di Riso, un cucchiaino di Zafferano di ottima qualità, brodo vegetale, una cipolla media, 100g di burro, acqua, sale, vino bianco per sfumare e Grana Padano. Mettiamo lo Zafferano in una ciotolina con poca acqua e lasciamolo in infusione per almeno mezz’ora.

Intanto tritiamo finemente la cipolla e facciamola appassire dolcemente nel burro in modo che diventi morbida. Aggiungiamo il riso e facciamolo tostare, sfumiamo col vino bianco e iniziamo ad aggiungere il brodo caldo, un mestolo alla volta. Proseguiamo la cottura del riso aggiungendo il brodo quando necessario e il sale. Qualche minuto prima del termine della cottura aggiungiamo lo Zafferano: il nostro risotto assumerà un bellissimo colore dorato. Al termine della cottura togliamo il tegame dal fuoco e mantechiamo il risotto con il formaggio e una noce di burro. Il nostro risotto allo Zafferano è pronto per la tavola.

Una spezia preziosa e dal profumo irresistibile. Per chi ama la terra coltivare lo Zafferano può essere un’idea molto interessante e un business da non sottovalutare. Vi aspettiamo a La Terra di Gaia per tante altre piccole curiosità.