Dalla leggenda al suo uso in cucina: tante curiosità e caratteristiche del Pungitopo, una pianta molto presente nella tradizione contadina e dalle mille doti medicinali.

Avete mai pensato di usarla in cucina? Vediamo insieme le sue molteplici proprietà, come cucinarla e coltivarla nel nostro giardino.

 

Il Pungitopo, con il suo caratteristico colore verde scuro, le foglie lucide a forma di spillo e le bacche rosso vivo, è diventato uno dei simboli delle festività natalizie.

Il suo nome “Pungitopo” deriva dall’uso che anticamente si faceva di questa pianta. Le sue foglie acuminate venivano poste attorno ai formaggi o ad altri tipi di derrate alimentari per difenderle appunto dai roditori.

 

La leggenda del Pungitopo

La leggenda narra che al sopraggiungere dell’inverno tutti gli uccellini di un bosco partirono per zone più calde. Soltanto un piccolo uccellino decise di restare nel bosco ed attendere la nascita di Gesù. L’inverno fu lungo e nevoso e il piccolo uccellino, stremato dal freddo e dalla fame, trovò rifugio in un cespuglio di Pungitopo.

Giunse la notte di Natale e il piccolo uccellino ebbe la gioia di vedere il Bambino appena nato. Si avvicinò alla culla e chiese: “Caro Gesù, vorrei tanto che tu dicessi al vento invernale di non spogliare il mio pungitopo. In questo modo potrei restare nel mio nido e attendere la nuova primavera“.

Gesù sorrise e decise di esaudire il desiderio del piccolo uccellino: da allora il Pungitopo conserva le sue foglie verdi anche d’inverno e, per distinguerlo dalle altre piante, pose tra i suoi rami delle piccole bacche rosse.

 

Il Pungitopo: come curarlo

Il Pungitopo è un piccolo arbusto sempreverde alto sino a 80 cm.

Solitamente lo si può scorgere nei boschi di caducifoglie durante una passeggiata di inizio inverno e la sua bellezza può suscitare in noi il desiderio di raccoglierlo. Purtroppo, specialmente durante il periodo natalizio, la sua raccolta indiscriminata a scopi ornamentali ha fatto sì che la specie sia diventata sempre più rara. Per questo è stata tutelata in molte regioni italiane da leggi che ne vietano la raccolta.

Perciò, un’idea molto carina è quella di piantare il Pungitopo o Ruscolo Pungitopo, (Ruscus aculeatus) per dare un tocco originale al nostro giardino e preservare la pianta dall’estinzione.

È possibile reperire il Ruscus aculeatus presso i vivai specializzati.

Le piante di rusco sono piuttosto rustiche e ben si adattano all’esposizione sia in zone soleggiate che in quelle ombreggiate, ma è consigliata una posizione a mezz’ombra, protetta dal caldo e dalla luce, specialmente durante il periodo estivo. Solo in località al di sopra degli 800 metri s.l.m. è una buona idea scegliere un posizionamento più caldo.

Se vogliamo che colori il nostro giardino, dobbiamo assicurarci di avere una pianta maschio e una femmina perché il Pungitopo è una pianta dioica e, per poter fare le bacche, richiede una impollinazione incrociata.

Il Pungitopo si moltiplica per seme in primavera, per divisione dei cespi durante l’inverno, oppure per talea dei germogli laterali nei mesi di marzo o settembre.

 

Il terreno per il pungitopo

La piantumazione si può effettuare in autunno o in primavera. La stagione autunnale è da preferire in quanto permette una migliore radicazione e una maggiore ripresa vegetativa in primavera.

Il pungitopo ama un terreno sciolto, ben drenato e ricco di sostanza organica. Come ben sappiamo non tutti i terreni sono uguali e ogni specie, per svilupparsi, ha bisogno di un terreno con specifiche caratteristiche. Pertanto, nella messa a dimora, se il nostro terreno è troppo compatto è bene ammendarlo con sabbia, pietrisco e Humus di Lombrico per riprodurre l’habitat naturale del sottobosco.

 

Come annaffiare il Pungitopo

Se avrete cura di scegliere la posizione corretta il Pungitopo si prenderà cura di sé stesso. In particolare se la zona di coltivazione è investita da piogge regolari non dovrete preoccuparvi per lui.

In condizioni di siccità potreste aver bisogno di dare un po’ d’acqua al vostro Pungitopo, facendo estrema attenzione a non esagerare perché potrebbe marcire.

Se vorrete dare una leggera potatura, ricordate di farlo in primavera o in estate, perché la pianta appena tagliata potrebbe essere danneggiata dalle basse temperature.

 

Quando e come concimare il Pungitopo

Il pungitopo è una pianta che non necessita di particolari attenzioni. Se invece intendete coltivarla per produrre i prelibati turioni (i giovani getti), è bene dotare il terreno di un buon apporto di sostanza organica attraverso la somministrazione di 300 gr per metro quadrato di Humus di Lombrico La Terra di Gaia all’inizio della primavera.

A novembre è bene procedere con una seconda somministrazione di humus di lombrico. In questo modo si ripristina la sostanza organica asportata nella stagione estiva e si aiuta la pianta a prepararsi ad affrontare la stagione invernale.

Per scoprire qualcosa di più sui concimi e su come usare l’Humus di Lombrico per la cura del terreno, troverete nell’articolo i migliori fertilizzanti naturali per l’orto e per il giardino tante piccole curiosità, che potranno fare un po’ di chiarezza.

 

Il Pungitopo: una pianta medicinale straordinaria

La vediamo spesso usata come ornamento tipicamente natalizio, eppure il Pungitopo è una portentosa pianta medicinale.

Le proprietà medicinali del Pungitopo erano note fin dall’antichità.

Ne parlava persino Plinio, che usava un decotto di vino rosso e radici di Pungitopo per curare le infezioni renali.

La lista degli effetti benefici del Pungitopo è molto lunga: è una pianta che trova largo uso in medicina, erboristeria e cosmetica.

Il Pungitopo è particolarmente ricco di flavonoidi, o bioflavonoidi, composti chimici naturali e particolarmente efficaci per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Come antiossidanti sono capaci di bloccare la formazione di radicali liberi, cioè di contrastare l’invecchiamento cellulare. Hanno anche spiccate capacità di vasoprotezione.

Il Pungitopo è ricco di uno steroide vegetale chiamato ruscogenina.

Questa sostanza è molto utilizzata nel trattamento e la cura dei sintomi dell’insufficienza venosa, come il gonfiore, la stanchezza, il prurito e il pizzicore alle gambe e la secchezza della pelle.

 

Il Pungitopo contro la cellulite

Il Pungitopo è un valido alleato delle donne: l’estratto secco svolge un’intensa attività diuretica, utile per drenare i liquidi in eccesso e utile anche il caso di cellulite. È una pianta ricca di virtù diuretiche e vasoprotettrici grazie alle quali aiuta a contrastare il processo infiammatorio.

Con il suo contenuto straordinario il Pungitopo può essere efficacemente impiegato per ridurre il rossore dei capillari e della couperose.

 

Avete mai pensato di poter cucinare il Pungitopo?

In alcune località montane in particolare, i germogli di pungitopo, chiamati ruscli, rappresentano un ingrediente fondamentale in diverse preparazioni caserecce.

I ruscli si prestano ad essere utilizzati allo stesso modo degli asparagi o del luppolo.
Il risultato? Primi e secondi piatti gustosi e salutari.

I preziosi germogli di Pungitopo potranno essere conservati sott’olio o usati per risotti particolari o nelle frittate o farinate di ceci, per un pieno di vitamine e flavonoidi.

Con i germogli di Pungitopo possiamo preparare una delicata salsa da spalmare sul pane tostato, ottima per depurare l’organismo e favorire la diuresi.

Avete a portata di mano un mazzetto germogli di Pungitopo e volete cimentarvi in una ricetta veloce veloce?

Prepariamo insieme un primo piatto originale e gustoso con un pesto di frutta secca arricchita proprio con i germogli di Pungitopo.

 

Trofie al pesto di Pungitopo

Per quattro persone avremo bisogno di circa 360 grammi pasta, un mazzetto di germogli di Pungitopo saltati in padella con un pizzico di sale, una decina di foglie di basilico tritate finemente, un’arancia pelata a vivo e una grossa manciata di frutta secca (noci, mandorle e pinoli).

Mettiamo a scaldare, e saliamo, l’acqua per le trofie e nel frattempo prepariamo il nostro pesto.

In una padella tostiamo leggermente la frutta secca e con l’aiuto di un mixer, tritiamola finemente. Uniamo un filo d’olio extravergine d’oliva fino ad ottenere una salsa abbastanza omogenea.

In una ciotola capiente riuniamo insieme tutti gli ingredienti: il pesto, il basilico, l’arancia tagliata a tocchetti e i germogli di Pungitopo.

Quando la pasta avrà raggiunto il grado di cottura desiderato, scolatela e unitela al resto degli ingredienti nella ciotola.

A piacere possiamo decorare il piatto con una foglia di basilico appena colto e aggiungere del pepe macinato fresco insieme ad un filo di olio a crudo.

Le nostre trofie al pesto di Pungitopo sono pronte per portare in tavola un vero concentrato di vitamine!

 

Il versatile Pungitopo: usi e costumi nella storia

Il Pungitopo è una pianta dalle mille proprietà e con una lunga storia di tradizioni ed usanze.

Per i Cristiani era un simbolo di fertilità e abbondanza, mentre i Latini si scambiavano rami di Pungitopo durante le celebrazioni come buon auspicio per un nuovo anno.

Una pianta usata per proteggere il cibo nelle dispense dei contadini, o intrecciata in corone, da porre ai piedi degli alberi da frutto per difendere il futuro raccolto dai piccoli roditori.

Ancora oggi, in alcune regioni, il Pungitopo viene fatto seccare e usato per ripulire i camini dopo la stagione invernale, o legato intorno a lunghi bastoni per farne delle colorate scope da esterno.

Antichi popoli e vecchie tradizioni ne hanno tramandato l’utilizzo. Col trascorrere del tempo queste antiche usanze hanno circondato il Pungitopo di significati positivi, rendendolo una pianta dal ricco valore simbolico oltre che pratico.

Il Pungitopo è una pianta meravigliosa che regalerà al vostro giardino un tocco di calore ed originalità nelle fredde giornate invernali.

Vi aspettiamo a La Terra di Gaia per tante altre piccole curiosità.