È nei miei sogni un prato tutto verde…

Se abbiamo la fortuna di possedere un giardino, sappiamo bene che, in molti periodi dell’anno, questo spazio diventa un’estensione della nostra casa, la nostra piccola oasi privata da vivere con la famiglia e gli amici più cari.

Terminata l’estate, è il momento di prenderci cura del prato per prepararlo ad affrontare al meglio il freddo invernale ed avere, in primavera, una netta ripresa del manto erboso.

In questo articolo abbiamo stilato un elenco di cose importanti da effettuare in questa stagione.

 

LA CURA DEL PRATO IN AUTUNNO

Ci sono alcuni passaggi importanti tra i lavori da effettuarsi in autunno per una corretta cura del prato, e molti di questi dipendono dallo stato in cui versa il tappeto erboso dopo la stagione estiva.

L’arieggiatura, la concimazione, la stesura di terriccio e un’eventuale risemina, nel caso sia necessario in alcune zone del prato, sono passaggi fondamentali per un prato vigoroso e forte.

 

LA CURA DEL PRATO CON L’ARIEGGIATURA

Sul tappeto erboso del giardino, con il passare del tempo, si accumula uno strato composto da residui di taglio dell’erba, foglie, germogli e altro materiale vegetale che formano il cosiddetto feltro.

Il feltro va rimosso perché è indispensabile che le radici del nostro manto erboso abbiano la giusta quantità d’aria. In questo modo si consente all’acqua della superficie di fluire in profondità nel tappeto erboso.

Prima di rimuovere il feltro si effettua un taglio dell’erba piuttosto basso, tra i 2 e i 3 centimetri circa. Se l’erba del nostro prato è piuttosto alta, sarà bene eseguire questa operazione in due tagli, ad una settimana di distanza per non stressare troppo il tappeto erboso.

Successivamente si esegue un’attenta pulizia dal feltro attraverso apposite attrezzature manuali, come il rastrello arieggiatore, o meccaniche. Questa operazione viene chiamata “arieggiatura”.

L’arieggiatura varia in base al tipo di terreno e di tappeto erboso: i suoli argillosi si compattano facilmente e andrebbero arieggiati almeno una volta all’anno. I suoli sabbiosi possono essere arieggiati anche ad anni alterni. In climi aridi, eseguire l’arieggiatura due volte all’anno aiuta l’erba a crescere sana e rigogliosa.

 

L’IMPORTANZA DELLA CONCIMAZIONE ORGANICA

Durante la stagione estiva il nostro terreno avrà perso una buona parte della sua fertilità, per questo è importante reintegrare la sostanza organica con microrganismi che favoriscano l’assimilazione degli elementi nutritivi.

Inoltre, in autunno il prato torna a crescere intensamente e quindi è importantissimo nutrirlo in maniera adeguata.

La concimazione autunnale del prato si effettua per far sì che il prato recuperi vigore e robustezza e superi lo stress invernale.

Un aspetto importante nel mondo dei fertilizzanti è la distinzione tra naturali o organici e chimici o minerali. I primi sono ricavati esclusivamente dalla decomposizione di materia organica, mentre i secondi sono ottenuti mediante composti chimici di derivazione industriale.

Per prenderci cura del prato in maniera ottimale, dovremo fare qualche considerazione in merito al motivo per cui utilizzare concimi e fertilizzanti organici può fare la differenza. Fino a qualche anno fa il terreno era considerato un semplice supporto alla pianta, una specie di substrato inerte, cui andavano restituiti quantitativamente gli elementi nutritivi sottratti al terreno dalla messa a coltura.

Questa teoria della semplice restituzione di alcune sostanze chimiche come l’Azoto, il Fosforo e il Potassio, ha avuto successo fino a quando nei nostri terreni era ancora presente una buona quantità di Humus naturalmente accumulatosi nel corso di decenni grazie alla decomposizione di sostanze organiche o alle letamazioni nei terreni agricoli.

Con il passare del tempo ci si è resi conto che, pur aumentando l’impiego di prodotti chimici, il tasso di fertilità non aumentava, anzi, i nostri terreni andavano impoverendosi gradualmente.

Per questo la cura del prato non può prescindere dal fatto che la concimazione chimica, senza l’apporto della sostanza organica, non costituisce un fattore di incremento della fertilità del nostro terreno.

 

QUAL È IL FERTILIZZANTE GIUSTO PER IL PRATO?

Abbiamo visto che non tutti i fertilizzanti sono uguali: quali sono i migliori fertilizzanti naturali per la cura del prato e come usarli per donare al tuo manto erboso una vitalità nuova ed eccezionale?

Il miglior fertilizzante naturale per reintegrare la sostanza organica nel prato è l’Humus di Lombrico.

L’humus di lombrico, infatti, possiede il maggiore contenuto di sostanza organica umificata, è adatto alla cura del prato perché ricco di acidi umici, microflora, fitormoni ed enzimi.

Questi elementi sono indispensabili per il tappeto erboso perché migliorano e rinnovano la struttura del suolo.

In particolare, l’Humus di Lombrico La Terra di Gaia® è ottenuto dalla digestione dei lombrichi, che trasformano il letame bovino in un prodotto soffice, inodore e ricco di elementi nutritivi, che lo rendono perfetto per essere distribuito sul terreno, pronto per accogliere ed ottimizzare il concime minerale che, verso il mese di novembre, dovrà avere un maggiore contenuto di potassio.

Il nostro tappeto erboso sarà così pronto ad affrontare lo stress invernale.

 

LA CURA DEL PRATO STRESSATO

Abbiamo visto alcune operazioni importanti per la cura del prato. Nel caso in cui la stagione estiva appena trascorsa ci abbia lasciato un tappeto erboso con un colore piuttosto chiaro e alcune zone diradate, possiamo eseguire una leggera risemina del prato.

A fine estate il prato è spesso ingiallito a causa di carenza dei nutrienti, dello stress termico o di un intenso calpestio. In questo caso, dopo aver arieggiato il nostro tappeto erboso, e prima della risemina, dobbiamo riportare uno strato leggero di terriccio da prato, circa 4 millimetri. Questo costituirà il letto di semina che accoglierà i nuovi semi e ne favorirà la germinazione.

Per ottenere, in questa fase, il massimo dal proprio terriccio, è bene mescolarlo con Humus di Lombrico in grado di nutrire il terreno e, allo stesso tempo, “costruire” l’ambiente ideale per le sementi ottenendo il massimo rendimento del terreno in tempi brevissimi.

Procederemo successivamente alla distribuzione dei semi. Per un prato che risulti omogeneo dovremo fare attenzione a riseminare possibilmente lo stesso miscuglio di sementi o un miscuglio compatibile per caratteristiche, tessitura e colorazione.

Al termine della semina si esegue una “rollatura”, che consiste nel passare sul nostro prato con uno specifico rullo da prato, in modo da portare il seme bene a contatto con il terreno.

A questo punto il prato deve essere mantenuto costantemente umido fino alla germinazione completa, che avverrà in circa 10-15 giorni, eseguendo se necessario una o più irrigazioni.

Prendersi cura del prato con amore e attenzione è una grande soddisfazione, vi aspettiamo a La Terra di Gaia per scoprire tante altre piccole curiosità.